Michele Angelini Tenor

Michele Angelini continues to solidify his international reputation as one of the foremost tenors specializing in the bel canto and Mozartian repertoire.

IL CORRIERE DELLA GRISI: Le interviste con Michele Angelini

In un mondo in cui appare inevitabile che il giornalismo assuma i toni della piaggeria cortigiana (salvo poi pugnalare alle spalle), Il Corriere della Grisi dedica spazio quei giovani cantanti che riescono a colpirci con il loro canto, e non grazie al frastuono delle case discografiche o al cicaleccio da retropalco. A noi piacciono i cantanti che hanno cognizione di quello che è il canto professionale e possiedono i mezzi per praticarlo. E se sono sconosciuti, tanto meglio! Apriamo dunque questa rubrica (che sarà, temiamo, non molto frequente) con un'intervista a un giovane tenore americano che abbiamo visto su Youtube in un'interessante interpretazione dell'aria di Rodrigo dall'Otello e che abbiamo avuto occasione di ascoltare dal vivo in un paio di repliche dell'Italiana in Algeri. Anche un noto programma radiofonico si è occupato di lui, nel corso di una trasmissione dedicata agli allievi più promettenti di Renata Scotto. Abbiamo incontrato Michele Angelini a Roma, dove ha partecipato (il giorno dopo la prima del Tell) al concerto finale di Opera Studio 2007, il seminario realizzato dall'Accademia di Santa Cecilia (in collaborazione con la Fondazione Boris Christoff) e diretto dalla Scotto.


Lasciamo le risposte in inglese per preservarne la freschezza. Angelini ci parla della sua formazione come strumentista, l'approccio alla lirica sotto il segno di June Anderson, le personalità musicali che l'hanno influenzato, i colleghi e le opere che preferisce. Ci riferisce inoltre i prossimi impegni, i "sogni proibiti" e descrive il modo in cui si relaziona al palcoscenico e al pubblico. Buona lettura.

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